OSPIZIO SAN BARTOLOMEO a PASSO DEL TONALE

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OSPIZIO SAN BARTOLOMEO a PASSO DEL TONALE

OSPIZIO SAN BARTOLOMEO a PASSO DEL TONALE

Siamo nel 1127 il giorno 13 aprile e nella sua cucina da focco, il possidente Domenico Commini de Marzi di Pizzano in Vermiglio detta il suo testamento in presenza di numerosi testimoni. Questo atto, di cui possediamo solo una copia non autentica del 1897, ci informa circa le origini dell’ospizio San Bartolomeo al Passo del Tonale.Privo di eredi, il benefattore vermigliano dispone dell’erezione di un edificio che possa albergare (loco et foco) i viandanti nonché di una cappella intitolata ai santi Lorenzo e Bartolomeo. La nobiltà del gesto si manifesta nello specifico e dichiarato intento di offrire gratuitamente per almeno tre giorni vitto e alloggio specialmente alle persone più povere.

 A presidio dell’ospizio il de Marzi indica la figura di un eremita, ordinando che niun sacerdote abbi di governare detta Cappella, temendo che l’eventuale succedersi di figure ecclesiastiche nella gestione ne possa provocare il depauperamento. Compito dell’eremita rimane comunque quello di provvedere che le funzioni religiose, a suffragio dell’anima sua e dei suoi defunti, siano regolarmente celebrate: almeno due ogni settimana al Tonale più in occasione delle festività dei santi Lorenzo e Bartolomeo e una alla settimana nella chiesa patronale di Vermiglio. Notevole è anche il lascito in beni immobili aggregati all’ospizio: si tratta di campi, orti, prati e pascoli di cui è difficile fare ora un esatto inventario, basti comunque sapere che la fondazione godeva di diritti presso fondi che partivano dalla val di Non (Tassullo) fino alla Valcamonica (Vezza d’Oglio e Ponte di Legno).  Poco ci è dato sapere sull’attività dell’ospizio nei suoi primi secoli di vita, se non che nell’anno 1276 fosse presidiato da tal Gislimberto Provvisore di Tonale, grazie ad un documento conservato presso l’Archivio di Stato di Vienna e che nel 1309 rendeva 100 lire stando ad un’inchiesta sui redditi dei benefici ecclesiastici.Nel 1596 il principe vescovo Ludovico Madruzzo decise di devolvere l’ospizio e tutta la sua sostanza, che in quei secoli sembra si sia arricchita, al Seminario Diocesano di Trento.Nulla ci permette di esprimere giudizi sulla gestione economica della donazione da parte dell’istituzione cittadina ma questa già nel 1642 sembra se ne voglia quasi sbarazzare, cedendola a titolo di enfiteusi alla comunità di Vermiglio. Nove anni dopo, effettuato un inventario dei beni legati all’ospizio, risulta che gran parte della sostanza originaria sia andata perduta: sicuramente il nostro sarà un azzardo, ma non del tutto inopportunamente ci sembra di poter affermare che le previsioni più cupe del De Marzi si siano avverate. Con la nuova gestione laica che comunque opera in modo che tutte le volontà del fondatore siano sempre rispettate, la storia dell’ospizio si intreccia con la famiglia Serra di Vermiglio, meglio conosciuta come i Locatori. Questi saranno i gestori della fondazione per più di duecento anni, che nel frattempo si è arricchita della presenza di una imponente casa rustica (l’odierno albergo La Mirandola).Nella seconda metà del 1800 i lavori di fortificazione voluti dal Radetzki a difesa dell’Impero Austroungarico interessano anche la zona del Tonale: oltre alla ridotta di forte Strino viene realizzata la nuova strada imperiale (l’odierna SS 42), munita nei pressi del valico di una casa cantoniera per l’alloggio di personale addetto alla manutenzione del nuovo tratto viario.A questo punto la millenaria strada del Tonale si trova in situazione di obsolescenza e l’ospizio è destinato ad essere estromesso dal traffico principale. Il san Bartolomeo rimane comunque l’unico albergo del Passo Tonale, come ci testimonia l’alpinista inglese William Douglas Freshfield nei suoi scritti, dove ha modo di pernottare prima della sua ascesa alla cima Presanella nel 1864, dandone una suggestiva descrizione.La famiglia Serra intuendo il vantaggio della nuova strada imperiale, decide di abbandonare la secolare gestione dell’ospizio e inoltra domanda per la realizzazione di un nuovo albergo al Passo del Tonale ovviamente in prossimità della nuova strada. Nonostante la contrarietà dell’intera comunità di Vermiglio, forti di un ricorso con riscontro positivo proveniente addirittura da Vienna, i Serra realizzano intorno al 1870 il primo albergo del Passo Tonale. Inevitabilmente la nuova costruzione, chiamata  albergo Locatori e tuttora esistente seppur con proprietari diversi, innesca una fase di declino dell’ospizio.  Ne sanno qualcosa i gestori che succedono ai Serra, le famiglie Delpero prima e Vareschi poi.Oltre al fattore oggettivo di una posizione divenuta ormai svantaggiata, i nuovi gestori lamentano la scarsa rendita dei beni di cui tra l’altro non si ha quadro di proprietà ben definito: in realtà il problema principale si riconosce in un guadagno ormai scarso che non risulta essere sufficiente a coprire le spese per le numerose funzioni ecclesiastiche, come da volontà del fondatore. Le diatribe tra gestori, il Comune e la Chiesa saranno numerose e si protrarranno nel tempo fino al 1913. Dal 6 all’11 agosto del 1913 infatti, il sindaco e i consiglieri, il parroco di Vermiglio, un rappresentante vescovile, un delegato capitanale nonché due periti e due testimoni, redigono il Documento di fondazione dell’Ospizio S. Bartolomeo sul Tonale nel Comune di Vermiglio. Il documento dattiloscritto conservato presso l’Archivio Storico del Comune di Vermiglio contiene un inventario preciso e definitivo di quel che resta della sostanza della donazione e definisce in maniera chiara un nuovo regolamento per la gestione del bene. Interessante notare l’importanza che viene attribuita all’ospizio in questo periodo (e poi fino agli anni Settanta del secolo scorso) quando fruitori della struttura erano principalmente i contadini di Vermiglio, presenti al Passo Tonale  per la fienagione. Tuttora la memoria storica degli abitanti del paese rimanda a quei giorni: al netto delle inevitabili sfumature nostalgiche il quadro mnemonico appare tuttora chiaro ed esauriente nella descrizione.Gli eventi bellici legati al primo conflitto mondiale, notoriamente fitti nella zona del Tonale interessano anche l’Ospizio San Bartolomeo, che al termine della Grande Guerra sarà quasi completamente raso al suolo.Nel 1922 il comune di Vermiglio pubblica avviso di concorso per i lavori di ricostruzione della struttura. La ditta Giuseppe Joris di Rovereto si aggiudica l’appalto. Il 17 febbraio del 1924 con un verbale di collaudo si dichiarano finiti e collaudati i lavori, realizzati per un costo totale di circa 264000 lire.Saranno otto le famiglie di vermigliani che si succederanno da questo momento fino al 1982 nella gestione dell’ospizio. Gli ultimi fruitori dell’ospizio fino ai primi anni Novanta saranno i ragazzi appartenenti ad una associazione cattolica che lo trasformeranno in una casa vacanze estiva. Da circa un ventennio l’ospizio San Bartolomeo giace quindi abbandonato.

A cura di:  Felice Longhi