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TORBIERA DEL TONALE

1 Ottobre 2015-8:00/28 Febbraio 2016-17:00

TORBIERA DEL TONALE

LA TORBIERA DEL TONALE

La Torbiera del Tonale occupa il versante trentino del valico, dalla sommità fino al restringimento e all’aumento brusco di pendenza della valle che scende verso Vermiglio. A livello paesaggistico le dimensioni del biotopo sono tali da evocare l’affascinante impressione di una tundra di tipo artico, come osservò nel 1864 l’esploratore inglese D.W. Freshfield (“La sommità del passo è un vasto tratto di pascoli, che, privo del panorama circostante, sembra più scozzese che alpino”).

E’ una torbiera di tipo ‘basso’, più propriamente ‘Quellmoor’ o torbiera fontinale, la cui origine è causata dalla grande quantità di acque di risorgiva che ha occupato la zona e che è stata in seguito invasa dalla vegetazione palustre che ha formato il deposito di torba.

Nell’area coesistono tutte le situazioni palustri e acquatiche possibili per le elevate quote alpine, all’origine di un’incredibile varietà di specie vegetali tipiche delle zone d’alta quota, talvolta assai rare. Per questi motivi la torbiera viene citata abitualmente nella letteratura scientifica quale esempio particolarmente significativo di situazioni ecologiche di questo genere. Per le sue caratteristiche il sito rappresenta inoltre un’oasi di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi, rettili e invertebrati.

L’area naturalistica della torbiera si divide in due parti:

– Porzione A: una zona più umida a valle della strada del Tonale, ricchissima di micro situazioni ambientali che variano da zone abbastanza asciutte a veri laghetti in miniatura, e da acque correnti veloci ad acque praticamente immobili con pozze e gibbosità di sfagni. Qui grande è la complessità e ricchezza della vegetazione e delle specie animali.

– Porzione B: una zona più asciutta a monte della strada sulle zone più elevate ed inclinate della conca del Tonale, dove si è instaurato un arbusteto ad ontano verde.

La torbiera del Tonale è un paradiso botanico di riconosciuta fama internazionale. L’ area ospita un gran numero di specie vegetali diffuse nelle regioni artiche ma rarissime sulle Alpi, la cui varietà è definita di “eccezionale ricchezza” dalla Società Botanica Italiana. Sono piante che colonizzano il territorio migrando a sud all’epoca delle glaciazioni quaternarie e che, con l’innalzamento della temperatura dovuto al cambiamento del clima, si estinsero, ad eccezione di queste piccole isole dove le condizioni climatiche particolarmente severe le hanno conservate come ‘rettili glaciali’. Le associazioni vegetali presenti sono estremamente varie, a seconda del diverso grado di umidità e del bilancio idrico.

BIOTOPO

BIOTOPO deriva dal greco antico e significa letteralmente ‘LUOGO DI VITA’. Il termine è stato scelto per indicare le oasi naturali istituite in Trentino con la L.P. n. 14 del 23 giugno 1986 allo scopo di salvaguardare alcuni piccoli ma preziosi lembi del territorio provinciale, un tempo molto diffusi ma divenuti oggi assai rari. Si tratta soprattutto di zone umide quali stagni, paludi e torbiere, dove vivono piante e animali minacciati di estinzione. Questi ambienti sono caratterizzati da qualità ecologiche di grande importanza, in primo luogo la grande ricchezza di biodiversità. Essi però sono fragili, sensibili anche a lievi modificazioni delle loro caratteristiche fisiche, morfologiche o idrauliche. Infatti le aree umide sono l’ insieme territoriale ed ecologico che ha subito maggiormente la riduzione degli spazi e l’ impoverimento degli habitat e delle specie viventi legate al mondo dell’acqua.

In Trentino sono stati identificati in totale 288 biotopi; fra essi i 67 più importanti, che coprono una superficie complessiva di circa 3300 ettari, sono definiti “Riserva naturale di interesse provinciale”. Tra questi rientra il BIOTOPO TORBIERA DEL TONALE. Oltre a far parte delle aree protette della Provincia Autonoma di Trento, la Torbiera del Tonale appartiene alla Rete Natura 2000, nome con il quale l’Unione Europea ha voluto designare un sistema di aree, denominate Siti di Importanza Comunitaria destinate alla tutela di habitat e di specie animali e vegetali ritenute meritevoli di protezione a livello continentale.

Le torbiere derivano da laghi che si sono colmati nell’arco di secoli o millenni a causa del graduale deposito di torba, un materiale che si origina dall’accumulo progressivo delle parti morte dei vegetali che non possono decomporsi completamente a causa della ridotta presenza di ossigeno nel terreno fradicio. I resti vegetali, trasformandosi solo parzialmente, formano strati continui sul terreno: le loro parti morte, impregnate d’acqua, fungono da substrato a quelle vive superficiali e così lo spessore aumenta fino a raggiungere talvolta un’altezza di alcuni metri. In questo modo la profondità del bacino e la superficie dello specchio d’acqua diminuiscono progressivamente, acconsentendo il lento emergere della vita. Il criterio di classificazione delle torbiere si riferisce alle modalità di formazione e alle associazioni vegetali che in esse si instaurano e ne determinano lo sviluppo:

-Torbiere alte: sono caratterizzate dalla presenza di cumuli di massa vegetale intervallati da depressioni con presenza di acqua più o meno profonda, proveniente prevalentemente dalle precipitazioni meteoriche. Queste, praticamente prive di contenuti minerali, determinano una situazione di carenza di nutrienti alla quale si adattano poche specie vegetali ed in particolare gli sfagni, dei particolari muschi di torbiera.

-Torbiere basse: si presentano come praterie con erba bassa e suolo parzialmente allagato. L’alimentazione idrica proviene prevalentemente dal suolo, per scorrimento di rivoli superficiali o per risalita della falda freatica. Spesso ospitano raccolte d’acqua più o meno estese e profonde, che rappresentano la vestigia del bacino lacustre dal quale si sono originate. La maggior disponibilità di nutrienti e la ridotta acidità del substrato determinano la presenza di una vegetazione più varia.

-Torbiere di transizione: sono le torbiere basse in evoluzione verso le alte, con un processo che richiede particolari condizioni climatiche e dura migliaia di anni. Presentano caratteristiche intermedie rispetto ai due tipi principali, con aspetti prevalenti a seconda della natura degli apporti idrici, della disponibilità di nutrienti e dell’orografia del suolo.

UN RIFUGIO ACCOGLIENTE…

La torbiera è l’habitat ideale per molte specie animali che prediligono le zone umide. In molti casi si tratta di specie rare, che vi trovano rifugio e nutrimento. Tra le più rappresentative ci sono il RAGNO DOLOMEDE (Dolomedes fimbriatus) che cammina veloce sull’acqua e può anche compiere delle vere e proprie immersioni, il DITISCO (Dytiscus marginalis) un grosso coleottero predatore e la LIBELLULA. La torbiera è un ambiente molto ospitale per gli anfibi. Tra le specie più rappresentate troviamo la RANA DI MONTAGNA (Rana temporaria), il ROSPO COMUNE (Bufo bufo) e il TRITONE ALPESTRE (Triturus alpestris). Oltre alla diffusa BISCIA DAL COLLARE (Natrix natrix) nelle torbiere vive una piccola lucertola di grande interesse naturalistico, la LUCERTOLA VIVIPARA (Zootoca vivipara). Bisogna infine segnalare che l’area a bosco rado circostante alla torbiera ospita diverse specie di mammiferi come il CAPRIOLO (Capreolus capreolus) e il maestoso CERVO (Cervus elaphus). Tra l’avifauna alpina che vive tra i bassi cespuglieti ai margini della torbiera meritano particolare attenzione gli affascinanti e rari GALLO CEDRONE (Tetrao urogallus) e GALLO FORCELLO (Tetrao tetrix), oltre a numerose specie tipiche degli ambienti umidi talvolta assai rare.

 

 

Torbiera_2

Dettagli

Inizio:
1 Ottobre 2015-8:00
Fine:
28 Febbraio 2016-17:00
Categoria Evento:

Luogo

Vermiglio e frazioni
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